Blackout Challenge: il nuovo folle gioco dei ragazzi

Privarsi momentaneamente dell’ossigeno, svenendo, per poi “godere”dell’euforia del riprendersi. E’ questo il Blackout Challenge, un gioco che purtroppo va di moda tra i giovanissimi.

Molti ragazzi lo fanno non solo per lo sballo momentaneo ma anche perché decidono di affrontare se stessi e la paura. Superare i propri limiti accettando questa folle sfida: una sfida che però non viene lanciata concretamente da qualcuno, perché al Blackout Challenge si gioca da soli e senza farlo sapere a nessuno.

Il fenomeno è così diffuso che addirittura Youtube pur mostrando cosa non fare, mostra materialmente i modi di “gioco”. Nessuno però menziona l’effetto collaterale ovvero la morte . Nessuna reale euforia, nessuna ripresa, niente di niente, solo il buio per sempre.

Ed è quello che è successo a Igor Maj, il ragazzino di 14 anni trovato impiccato con una corda. i suoi genitori hanno trovato nel Pc, diversi video dimostrativi della pratica in questione dai quali molto probabilmente ha preso spunto.

“Sono stata la prima a volere che questa vicenda fosse resa nota. L’ho fatto per un motivo solo: voglio che tutti i ragazzi sappiano che comprimersi la carotide è pericoloso, fatale. E’una manovra che non va assolutamente compita. Non solo ma questa fantomatica euforia di cui alcuni siti parlano è falsa. Nessuno purtroppo è mai tornato indietro per dircelo”. Queste le parole della mamma di Igor che conclude “fate il più possibile per far capire hai vostri figli che possono SEMPRE parlare con voi, qualunque stronzata gli venga in mente di fare devono saper trovare in voi una sponda, una guida che li aiuti a capire se e quali rischi non hanno valutato. Noi pensiamo di averlo sempre fatto con Igor, eppure non è bastato. Quindi cercate di fare ancora di più, perché tutti i ragazzi nella loro adolescenza saranno accompagnati dal senso di onnipotenza che se da una parte gli permette di affrontare il mondo, dall’altra può essere fatale».

 

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